Comprare la prima casa: i costi accessori che quasi nessuno mette a budget

Chi si affaccia per la prima volta all’acquisto di un’abitazione costruisce il proprio piano attorno a due numeri: il prezzo dell’immobile e l’importo del mutuo. È un errore quasi universale, perché tra il prezzo pattuito e la somma effettivamente necessaria per arrivare al rogito esiste una distanza che nella maggior parte dei casi si misura in decine di migliaia di euro.

Il problema non è che questi costi siano nascosti: sono tutti noti e documentabili. Il problema è che vengono scoperti in sequenza, uno alla volta, quando l’operazione è già avviata e ridimensionarla è complicato.

Le imposte sul trasferimento

La prima voce riguarda la fiscalità dell’atto, che cambia in modo sostanziale a seconda che il venditore sia un privato o un’impresa e a seconda della sussistenza dei requisiti per le agevolazioni prima casa. Nel caso di acquisto da privato si applica l’imposta di registro, calcolata su una base imponibile che per l’abitazione principale può essere determinata con il criterio catastale anziché sul prezzo.

Nel caso di acquisto da impresa il quadro cambia, con applicazione dell’IVA e imposte fisse. La differenza tra i due scenari, a parità di prezzo, è rilevante. Le condizioni per accedere alle agevolazioni e i casi di decadenza sono descritti nelle guide pubblicate dall’Agenzia delle Entrate, che le aggiorna periodicamente.

Notaio, perizia, istruttoria

Il compenso notarile copre in genere due atti quando è presente un finanziamento: quello di compravendita e quello di mutuo. A questo si aggiungono le visure ipocatastali e le imposte anticipate dal notaio per conto delle parti, che spesso vengono confuse con l’onorario e gonfiano la percezione del costo.

Sul fronte del finanziamento compaiono le spese di istruttoria, il costo della perizia sull’immobile, l’imposta sostitutiva sul finanziamento e la polizza incendio e scoppio, obbligatoria per legge. Sono voci prevedibili e quantificabili in anticipo: chiederne il dettaglio scritto prima di firmare la proposta è un diritto e una precauzione elementare.

La provvigione e le spese di trasferimento

Se l’operazione passa da un’agenzia immobiliare va considerata la provvigione, dovuta di norma alla conclusione dell’affare e non al rogito. È una distinzione che ha conseguenze pratiche non banali sul momento in cui il denaro deve essere disponibile.

Restano poi le voci che chiudono il cerchio e che raramente entrano nel budget iniziale: trasloco, allacciamenti e volture delle utenze, eventuali interventi di adeguamento degli impianti, arredamento minimo per rendere l’immobile abitabile. Chi acquista un usato dovrebbe aggiungere una riserva per la manutenzione straordinaria del primo biennio, perché i difetti non emergono durante la visita ma dopo qualche mese di utilizzo.

Per un riferimento sui prezzi delle abitazioni e sull’andamento del mercato immobiliare, le rilevazioni ufficiali sono pubblicate dall’Istituto nazionale di statistica.

Il preliminare: dove si gioca la parte più delicata

Tra la proposta accettata e il rogito si colloca il contratto preliminare, il momento in cui si versa la caparra e si assumono impegni vincolanti. E la fase in cui vale la pena investire attenzione, perché gli errori commessi qui sono difficili da correggere dopo.

Due clausole meritano una verifica specifica. La prima subordina l’efficacia dell’accordo all’ottenimento del finanziamento: senza di essa, il mancato accoglimento della domanda di mutuo può comportare la perdita della caparra. La seconda riguarda le verifiche urbanistiche e catastali, cioè la conformità dell’immobile a quanto autorizzato: difformità non sanate emergono spesso proprio in sede di istruttoria e possono bloccare l’operazione a pochi giorni dal rogito.

Anche la registrazione del preliminare ha un costo, spesso dimenticato nel budget. E una spesa contenuta rispetto al valore dell’operazione, ma va sommata alle altre e disponibile in una fase in cui il capitale liquido comincia già a essere impegnato.

Quanto capitale serve davvero

La regola pratica più utile è considerare, oltre all’anticipo richiesto dall’istituto, un ulteriore margine destinato ai costi accessori. Nella generalità dei casi questo margine si colloca in una fascia percentuale non trascurabile del prezzo dell’immobile e va disponibile in forma liquida al momento del rogito, non finanziabile.

È il motivo per cui molti acquirenti si trovano nella condizione paradossale di avere il finanziamento approvato e di non riuscire comunque a chiudere l’operazione. Chi appartiene a categorie che possono accedere a forme di finanziamento agevolate trova un quadro delle possibilità nell’approfondimento sui mutui INPDAP e sui prestiti pluriennali, che descrive finalità ammesse, durate e requisiti di accesso.

Vale la pena chiarire un punto: le formule dedicate all’acquisto o alla ristrutturazione dell’abitazione principale hanno finalità vincolate e richiedono documentazione di spesa. Non sono liquidità generica e vanno pianificate di conseguenza.

Un metodo per non sbagliare i conti

Il metodo che funziona è costruire il budget partendo dal fondo. Si stabilisce quanto capitale liquido si ha disponibile, si sottraggono tutti i costi accessori stimati per eccesso, e solo il residuo diventa l’anticipo utilizzabile. Da lì si ricava il prezzo massimo dell’immobile, non il contrario. Altri approfondimenti su mutui e finanziamenti sono raccolti nella sezione dedicata di questo sito.

Il secondo accorgimento è chiedere per iscritto, prima della proposta di acquisto, una stima dettagliata dei costi a notaio e intermediario. Entrambi la forniscono senza difficoltà e trasforma una serie di sorprese in una riga di bilancio.

In sintesi

Il prezzo dell’immobile è la parte più visibile e non la più insidiosa del budget. Imposte, notaio, perizia, istruttoria, polizza, provvigione, trasloco e manutenzione compongono un blocco di costi liquidi che va quantificato prima e non durante. Chi lo fa arriva al rogito senza affanni; chi non lo fa scopre di dover cercare risorse aggiuntive nel momento peggiore.